Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Le interviste di movimento psicoespressivo

“Un artista ha il compito di innovare, di creare nuove forme di comunicazione”.

E’ il pensiero di Marzia Pez, autrice che sa narrare storie fatte per le pagine scritte di un libro, ma anche per le immagini che scorrono in un lungometraggio cinematografico oppure che vengono interpretate in teatro.

Ho conosciuto Marzia proprio grazie ad una sua idea innovativa per comunicare una storia: “TIL” Teatro In Libreria che propone la trama di un libro attraverso un trailer teatrale che appassioni lo spettatore invogliandolo ad acquistare il libro per scoprire come va a finire.

Quando e come è iniziata la passione per la scrittura?

Marzia: Quando ero una bambina ero una grandissima “bugiarda”. Inventavo storie (bugie) che raccontavo ai miei cuginetti e compagni di scuola, e più loro ci credevano più mi divertivo a ingrandire la storia. Quando ho iniziato a scrivere, ho smesso di mentire verbalmente ed ho iniziato a farlo per iscritto tracciando il mio futuro di romanziera.

Parlami di Emi Prazza.

Marzia: Emi Prazza è la protagonista di uno dei miei romanzi. Emi è una 30nne simpatica e carina alla quale tutti chiedono “Ma com’è che non sei fidanzata?”, domanda che, peraltro, da il titolo al romanzo. Emi Prazza è un personaggio che mi sta molto simpatico perché racchiude in sé tutte le donne che in questo secolo cercano l’amore mantenendo però i piedi per terra e mettendosi spesso in discussione confrontandosi con le amiche, gli amici e gli scherzi che la vita gioca. Di Emi adoro la spontaneità e sincerità, nonché quell’ingenuità che rende le donne davvero deliziose anche quando ne combinano di tutti i colori. Dopo due romanzi di formazione come il “Nico” e “Libellule” mi sono divertita ad immergermi nell’ironia e simpatia di “Ma com’è che non sei fidanzata?”.

Libri preferiti?

Marzia: I libri che amo sono moltissimi, tanto di autori italiani che stranieri. Citarli e spiegarne il perché richiederebbe davvero troppo tempo. Nel mio cuore però ce n’è uno in particolare: “Opinioni di un Clown” di H. Boll un testo che, secondo me, rappresenta la perfezione narrativa. Lo lessi che ero una ragazzina ed ha segnato la mia formazione.

Hai deciso di autoprodurti, puoi raccontare questa scelta, sia nelle motivazioni, che nella modalità?

Marzia: Per scrivere è necessario molto impegno. Serve un allenamento continuo e l’umiltà di riconoscere che non tutto quel che si scrive è buono. È necessario essere critici con se stessi e avere la forza di separarsi dalla storia che si scrive per lasciare che essa viva in maniera autonoma, distaccata dall’autore. Scrivere non deve essere un modo per autocelebrarsi o fare terapia. Il vero scrittore sa che egli è solo uno strumento attraverso cui qualcosa di grandioso prende forma. E questo è solo il primo passo, perché per fare lo scrittore bisogna essere anche disposti a scommettere in se stessi. Auto prodursi significa proprio questo. Nessun editore davvero meritevole di questo nome dovrebbe mai investire in un autore che non è disposto a mettersi in gioco fino in fondo. Mettersi in gioco non significa certamente avere del denaro da destinare per l’acquisto della notorietà o di premi prestigiosi. Il progetto “Un romanzo senza prezzo”, col quale “Nico” e “Ma com’è che non sei fidanzata?” hanno preso vita, nasce da queste motivazione. Il progetto, nel quale sono riuscita a coinvolgere piccoli finanziatori, vuole che sia il lettore a stabilire il prezzo di acquisto (in realtà un rimborso spese) di un romanzo e tutto questo con l’obiettivo di rendere i libri di più facile accesso per tutti.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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