Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

La favola preferita

Quando mi chiedono quale sia la mia fiaba preferita entro sempre in crisi. Non lo so. Così su due piedi. Non lo so. Ci devo pensare.

Mi rendo conto che ciò che può permettermi di dare una risposta unica è sapere a che periodo della mia vita devo fare riferimento.

Si perchè la mia favola preferita non è sempre la stessa. Come potrebbe, se io stessa sono in continua evoluzione?

Molte persone, abituate meno a pensare alle fiabe, nell’erronea percezione diffusa che siano “roba da bambini” rimangono probabilmente legate ad una storia ricordo d’infanzia, ma le fiabe sono altro.

immagine dal web

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Una fiaba è una metafora, un percorso evolutivo, un condensato di momenti storico-culturali, di archetipi, il tutto racchiuso in un racconto di fantasia, che, il più delle volte, tutto è fuorchè da bambini.

Così appare logico che la scelta di una storia,  una metafora portatrice di significati profondi, densi di simboli, che parlano di temi importanti appartenenti un po’ a tutti gli esseri umani, non può essere la stessa lungo tutto l’arco della vita.

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“La favola preferita” cambia necessariamente nel corso della vita se la si sceglie con una riflessione attenta.

Ho amato per anni Cenerentola e Biancaneve, da bambina, forse perchè sono state tra le primissime fiabe che mi sono state raccontate, forse perchè all’epoca avevo bisogno di quelle storie. Dopo un po’, ho consumato il video della spada nella roccia. Ero cambiata, il momento evolutivo era cambiato, così anche la preferenza della favola. Non più indifesa figura femminile ma giovane artù che con le sue apparenti piccole forze riesce in un enorme impresa dove grandi e impavidi avevano fallito.

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Personalmente non ho mai smesso di appassionarmi alle storie, sia scritte che nella loro versione cinematografica, un altra amata tanto durante l’adolescenza è stata il mago di Oz. Questo luogo lontano, una fuga, dove ritrovare parti di sé per rimettere insieme il tutto, in armonia, seguendo un sentiero sicuro, per tornare a casa, in se stessi, e stare bene.

Altra favola che da anni a momenti ho bisogno di riguardare è Alice nel paese delle meraviglie, forse perchè mi sento molto fuori dal mondo, tanto da crearne molti alternativi nelle fiabe che scrivo, con quel pizzico di “follia” talvolta mal vista, che, a poterla accettare serenamente, diventa fonte di felicità.

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Ora, quel’è la mia fiaba preferita mi è ancora difficile dirlo. Può cambiare rapidamente, dipendere dalla giornate. Ci sono troppe variabili da prendere in considerazione nel determinarla.

Quel che è certo è che quando pensiamo a quale fiaba ci piaccia di più in un determinato momento è che quella favola racchiude un qualcosa di cui in quel momento abbiamo bisogno e leggerla ci fa bene. La favola racconta una difficoltà e la sua soluzione. Vivere il senso di superamento del finale risolutivo della favola, aiuta anche per la vita reale, regalando il punto di vista della possibilità di successo, quel che porta al “e vissero felici e contenti” di cui troppo spesso abbiamo davvero, tanto bisogno.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 settembre 2014 da in Fare per essere, Puericultura con tag , , , , .

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    Oggi ti racconto il significato simbolico di una delle fiabe più famose: “La bella addormentata nel bosco” e come il... L'articolo Lettura fiabe: oltre il significato letterale proviene da Tiziana Capocaccia.

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