Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Attraverso le proprie fiabe

A volte si rimane incastrati in un femminile che imprigiona e può portarci alternativamente verso
eccessi opposti senza lasciarci incontrare la serenità, solo incontrando anche il maschile che c’è dentro di sé si può andare verso una situazione di maggiore equilibrio e benessere…

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La troll e la principessa.

C’erano in un bosco due creature. Una era una bellissima principessa bianca, tutta soave e dolce, con i capelli di un biondo chiarissimo morbidi come bambagia, con un abito bianco più del bianco, che viveva in un castello bianco pulitissimo e scintillante, dove tutto era bianco, lustro e scintillante.

Nella direzione opposta viveva una troll. Una creatura, orrida, volgare e puzzolente, che ruttava, scoreggiava e la sua casa era una catapecchia lurida e sporca e non faceva che dire parolacce e volgarità.

All’entrata del bosco una bambina doveva decidere dove dimorare. Tuttavia era proprio indecisa. Se fosse andata a vivere con la bella principessa bianca sarebbe stato difficile sottostare alle rigide regole per mantenere tutto quel candore e quella pulizia. D’altro canto se fosse andata a vivere con la troll le avrebbero fatto schifo tutte le sue puzzette, i rutti e le volgarità che diceva ogni minuto, in mezzo a tutta quella sporcizia proprio non avrebbe potuto abitare.

Cosa poteva fare poverina? Pensò e ripensò e l’unica cosa che le sembrava giusta da fare era andare per il bosco in cerca di una casetta dove andare ad abitare per conto suo. Trovò una casetta un po’ abbandonata al centro del bosco, ma per lei andava bene, avrebbe potuto rimetterla a posto. Dopo poco però fu chiaro che le cose li per lei non andavano per niente bene, a tratti diventava rigida e snob come la principessa bionda per cercare di ottenere ordine e pulizia, ma poi si stancava e la casa finiva per sporcarsi e lei si arrabbiava e diventava lurida e volgare come la troll. Passava da un eccesso all’altro senza riuscire a trovare pace.

Un giorno che era proprio stanca uscì da quella casa e cominciò a camminare. Camminò e camminò senza sosta. Aveva in testa dove voleva arrivare. Arrivò al mare, vicino al porto, in una piccola casetta che affacciava sulla spiaggia, dipinta all’interno di bianco e di blu con i dettagli semplici ed essenziali, semplice da tenere in ordine che con i suoi colori dava un idea di pulito e ordinato, con la sabbia attorno e non la sporcizia del bosco da tenere a bada. Lì riuscì a rilassarsi e a vivere serena sentendosi in ordine e pulita come la principessa ma senza essere rigida e snob come lei, e riuscendo ad avere anche la forza e la possenza interiore della troll ma senza diventare volgare e sporca. Sentiva dentro di sé l’eleganza e il fascino del vecchio lupo di mare, che appare in tutta la sua forza ma senza essere volgare, che incute rispetto perché autorevole ma senza mai apparire rigido o snob. Capì che tutto questo le era possibile perché poteva, ogni volta che voleva ormai, immergere le mani nel mare, lavare se stessa nel mare e prendere dal mare la sua forza e la sua leggiadria. Le acque del mare le portarono il tanto agognato equilibrio interiore che si rispecchiava in ogni sua azione.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 dicembre 2014 da in Fare per essere con tag , , , , .

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