Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Un tipo affascinante

Non era un giovanotto, però non gli mancava l’energia. Continuava a piacergli andar in giro senza una meta, portandosi dietro qualcosa senza averlo programmato.

Molte persone l’avevano da sempre trovato un tipo un po’ irritante con quel suo andare e venire a suo piacimento, capace d’entrarti in casa senza chiedere permesso, solo perché ne aveva voglia improvvisa. Alcune però lo amavano, trovando pace nel suo spirito libero.

Una voce, la sua, che non mancava mai di destare l’attenzione, raccontando bisbigliando oppure, a volte, quasi ululando le sue storie vecchie come il mondo. Ero piccola quando lo incontrai la prima volta, o forse è solo la prima volta di cui trattengo memoria. Mi scompiglio i capelli, come spesso si fa coi ragazzini.

Avrei voluto che mi facesse volare, ai bambini piace esser presi e fatti volare, ma mia madre trovò che fosse pericoloso e non lasciò che mi prendesse. Ci rimasi un po’ male. Ripensandoci forse non aveva torto. Accompagnò per un po’ la mia passeggiata pomeridiana di bambina, per poi proseguire per la sua strada, senza un perché, andandosene come era venuto. Anche in questo stava il suo fascino.

Ha sempre saputo far colpo, urtando o ammaliando le persone. Dalle mie parti lo conoscevano tutti, era uno che non passava mai inosservato, a volte sapeva proprio lasciare il segno e non proprio in senso positivo.

Una volta, non seppi mai bene il perché, visto che ero bambina nessuno me lo aveva voluto spiegare, mise a soqquadro tutta la casa di mia zia che abitava sul mare. Era arrabbiatissima, lamentava di aver perduto un mucchio di cose, “così” pensai tra me “sei anche un ladro”.

Crescendo ho imparato a conoscerti bene, sono diventata una di quelle persone che amano averti intorno, che si riempiono della tua energia, che sanno apprezzare il tuo essere uno spirito libero senza posa. Mi piace anche accoglierti a casa mia, anche se fai sempre un po’ troppo il tuo comodo, però fa parte di te, ho capito che proprio non è possibile farti cambiare. Ti sono affezionata come a un nonno, uno di quegli arzilli vecchietti affascinanti raccontastorie. Resto sempre assorta ad ascoltarti quando la tua voce mi avvolge, come un abbraccio.

A volte hai mandato a l’aria i miei progetti, altre mi hai saputo sostenere, ma la cosa più importante che tu mi abbia insegnato è il valore della libertà. Proprio poco fa sei entrato al volo, spostando qua e la le cose sulla scrivania per poi andartene all’improvviso come eri arrivato, impulsivo, allegro, mattacchione vento.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 gennaio 2015 da in Puericultura, Stili di vita con tag , , .

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