Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Indispensabile da insegnare ai bambini…

Il post a cura della Dr.ssa Susanna Panichelli Si riferisce al progetto-laboratorio per l'educazione emotiva svolto in alcune scuole del X Municipio di Roma. Avere buona consapevolezza delle proprie emozioni è una base fondamentale 
del proprio benessere e della comprensione del proprio movimento psicoespressivo.

Il progetto “La via delle emozioni” ha offerto ai bambini la possibilità di sviluppare e rafforzare alcuni aspetti dell’intelligenza emotiva e di potenziare determinate capacità in loro possesso come il riconoscere, valutare e gestire in maniera consapevole le proprie e altrui emozioni.Il raggiungimento di tali finalità è stato possibile grazie alla pianificazione di obiettivi a breve e lungo termine:

  • conoscere le proprie emozioni,
  • saperle riconoscere e regolare,
  • ampliare il proprio vocabolario emotivo,
  • sviluppare capacità empatiche e gestire le risorse interpersonali.

Il mio ruolo è stato quello di semplice “facilitatore”, proponendo attività, incentivando la condivisione e offrendo spunti di riflessioni sulle proprie esperienze, mediandone i significati e collocandomi in una posizione non giudicante soprattutto nei confronti di coloro i quali non trovavano”facile” tirare fuori le proprie emozioni.

Mi sono posta in una posizione che mi consentisse di osservare le abilità dei bambini nei momenti di ascolto, discussione e confronto delle esperienze, di rilevare il loro grado di apprezzamento, di raccogliere il materiale prodotto e infine di fare delle osservazioni conclusive sul percorso svolto.

I bambini hanno mostrato fin dall’inizio un atteggiamento positivo e una partecipazione attiva e produttiva. Fin dal primo giorno l’argomento “Emozioni” ha suscitato in loro un alto livello di curiosità. Ogni partecipante in qualità di portatore sano di un personale “bagaglio di informazioni emotive” ha dato il suo contributo nei momenti di condivisione di esperienze vissute in prima persona. Ciò ha consentito una naturale condivisione e interscambio di esperienze emotive che ha favorito un ulteriore arricchimento del gruppo. Allo stesso tempo all’interno dello stesso in certe circostanze emergeva una generalizzata condizione di confusione: i bambini talvolta non conoscevano realmente le informazioni “emotive” possedute, non riuscivano ad esprimerle attraverso il linguaggio verbale, mostravano una reale difficoltà a far emergere quanto provato, producendo così sia nel singolo che nel gruppo situazioni di empasse e di confusione.

Il circle time ha rappresentato senza ombra di dubbio lo strumento per eccellenza che ha reso possibile l’acquisizione della consapevolezza di sé e atto a consentire allo stesso tempo lo sviluppo della capacità di ascolto attivo, di empatia e cooperazione. Alcuni bambini hanno trovato più facilità ad esprimere verbalmente le proprie emozioni, mentre altri hanno trovato canali alternativi per esprimersi senza difficoltà (attraverso la drammatizzazione, attraverso il linguaggio del corpo o tramite l’espressione grafica).

Sono stati apprezzati gli strumenti utilizzati durante i laboratori, specialmente quelle che consentivano l’espressione delle proprie emozioni attraverso un canale espressivo diverso da quello linguistico ovvero “il codice grafico-pittorico”. Infatti, attraverso questa modalità veniva concessa ai bambini la possibilità di esprimere con immediatezza e facilità i propri stati d’animo e le proprie emozioni. Sono state a tale scopo utilizzate tecniche diverse (utilizzo di tempere, acquarelli, pastelli a cera, matite colorate, pennarelli e gessi) che permettessero loro di liberare in “vere e proprie opere” i propri vissuti densi di significato. Gli elaborati prodotti sono stati raccolti e poi consegnati ai genitori contestualmente alla chiusura di precisi cicli del progetto accompagnati da un report giornaliero delle attività (consegnato ai genitori al termine di ogni singolo incontro).

Ciò ha permesso sia a me che ai genitori di contestualizzare le produzioni grafiche a specifiche attività del laboratorio.

Inoltre, attraverso lo strumento della drammatizzazione (che altro non è che una forma di linguaggio del bambino, un mezzo espressivo e comunicativo) il bambino ha avuto la possibilità di impersonare un altro, di animare oggetti e personaggi obbedienti alle leggi dei propri desideri e soprattuto di esprimere le proprie emozioni, i propri sentimenti. Questo strumento ha permesso ai bambini coinvolti nel laboratorio di dislocare sentimenti, conflitti, aspettative su un elemento esterno, ma non estraneo.

Nel gruppo di lavoro non sono state evidenziate condizioni particolari di disagio o resistenze tali da rappresentare un ostacolo allo sviluppo delle attività.

In linea generale, quindi, posso riscontrare un complessivo giudizio positivo relativo al percorso svolto.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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