Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Ritorno al movimento psicoespressivo

Sono passati tre anni e mezzo dall’estate del 2012 quando ho iniziato a comporre nella mia mente il pensiero del movimento psicoespressivo.

Pochi mesi più tardi per lasciar crescere questa idea e condividerla ho aperto questo blog. Non voleva essere un blog personale, un diario, ma il diario di questa idea che cresceva, si raccontava, spiegando se stessa e crescendo, ampliandosi, dettagliandosi, rendendosi anche operativa.

A un certo punto credo di avere un po’ perso di vista questo obiettivo principale.

Si sono sovrapposte idee, passioni, riflessioni, che da un lato hanno arricchito questo blog e l’idea di movimento psicoespressivo, dall’altro però mi hanno fatto un po’ perdere di vista la strada che stavo costruendo attraverso questo spazio virtuale.

E’ stata una fase importante e bella. Ha permesso al blog di crescere e di essere letto oltre che da me e i miei amici anche da altre persone che si sono via, via interessate a movimento psicoespressivo.

Ad un certo punto però ho avuto bisogno di fermarmi. Fermarmi per riflettere e vedere a che punto ero, o meglio a che punto era movimento psicoespressivo.

In questa fase ho cambiato un po’ il blog, è vero che è un luogo virtuale ma capita qua come nella realtà che nel desiderio di ristabilire un equilibrio in casa, sposti i mobili, butti il vecchio e fai spazio al nuovo.

Movimento psicoespressivo vuol dire che le azioni raccontano chi siamo, che le nostre azioni ci rapprensentano, che attraverso quello che facciamo possiamo capire meglio noi stessi e osservando come agiscono gli altri possiamo comprendere meglio anche loro.

Dalle azioni è utile partire, oltre che per capire come siamo fatti e arrivare al nostro vero sé, anche per avviare un cambiamento.

Da qui l’importanza delle attività psicoespressive, che possono agire come catalizzatore di comprensione e cambiamento. Perchè come per ogni attività parecchio complessa, prima ci vuole allenamento, ci vogliono prove per apprendere e diventare via, via più esperti.

E’ il caso ad es. della favolazione. Inventando una storia metto dentro un momento della vita reale, senza neppure saperlo magari, ma dalle soluzioni che trovo per la favola, apprenderò, via, via ad aprire la mente a nuove soluzioni anche nella realtà.

Capire chi veramente siamo. Operare un cambiamento nella nostra vita, magari proprio per realizzare a pieno il nostro vero sé, smontando abitudini consolidate che però ci tarpano le ali. Ecco a cosa serve il movimento psicoespressivo. Offrire spunti di riflessione e suggerimenti di attività per tutto questo.

Sicuramente è un obiettivo pretenzioso, forse anche presuntuoso, ma è un desiderio forte prima di tutto utile a me, per aiutarmi a smontare quello che mi impedisce di essere a pieno me stessa mentre piano, piano prendo coscienza della vera me. Un doppio lavoro faticoso ma altrettanto irrinunciabile.

Questo spazio, esiste per il motivo che lo ha ispirato oltre tre anni e mezzo fa: raccontare l’idea di movimento psicoespressivo che cresce e prende forma.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

3 commenti su “Ritorno al movimento psicoespressivo

  1. Nick Murdaca
    27 febbraio 2016

    Ciao Tiziana! Ho sempre apprezzato il tuo lavoro e i tuoi pensieri riguardo il movimento psico-espressivo. E ricordo con piacere la tua ospitalità per il guest post. Non conoscevo l’altro tuo blog, rimedierò venendoti a trovare anche lì

    Mi piace

    • favolazione
      27 febbraio 2016

      Grazie Nick. Mi servono proprio sorrisi e pacche sulle spalle in questa fase ^_^

      Liked by 1 persona

      • favolazione
        21 giugno 2016

        Per far bene una cosa le energie vanno concentrate.
        Avrò certo sempre bisogno di quaderni privati.
        Però il blog resta solo questo qua. ^_^

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Questa voce è stata pubblicata il 27 febbraio 2016 da in Fare per essere, Stili di vita con tag .

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