Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Bilancia le competenze

Qualche giorno fa ho fatto il bilancio delle competenze.

Un momento per fermarsi e prendere consapevolezza dei propri saperi, saper fare e saper essere, maturati lungo il percorso formativo e lavorativo.

Tutta una serie di domande mi hanno spinta a ripercorrere e a riflettere sia sul mio percorso di studi che sulle esperienze lavorative. Valutando, inoltre, anche le attività para-lavorative, che possono diventare anche molto importanti nel momento in cui si vuole reindirizzarsi verso un’attività diversa da quella svolta in passato.

E’ stato molto utile per me perchè mi ha permesso di consapevolizzare di più l’iter formativo e lavorativo, i perché delle scelte fatte e quanto queste hanno più o meno pesato sulla mia vita in generale, sulla mia persona, sul mio modo di essere.

Le decisioni che prendiamo dipendono da come siamo ma influenzano come saremo.

In me in molte scelte, soprattutto quelle che vanno più indietro nel tempo hanno molto pesato la paura e la chiusura dettata dall’elevata introversione che mi caratterizza.

Questo mi ha portata ad esempio a non intraprendere studi artistici alle scuole superiori. Avrei avuto bisogno di una parola che mi spingesse a intraprendere quella strada anzichè parole di dubbio di inibizione verso quella strada che mi attraeva e che sentivo adatta a me, ma che temevo di intraprendere.

Mentre rispondevo non ho potuto fare a meno di pensare a me. A quella che sono oggi e a come avrei potuto essere. Mi sono fatta tante domande nel tempo. Però in questo momento per me di riflessione e bilancio alla fine è risultata solo una importante consapevolezza: certo la mia attitudine al disegno ha subito uno stop. Mi rendo anche conto che seguire un corso ora non sarebbe lo stesso. Gli anni delle scuole superiori sono anni di crescita, anni di formazione particolari. Le ore che avrei potuto passare a svolgere la mia attività preferita di allora, il disegno, avrebbero inciso su di me, non so, non posso sapere in quale modo. Certo posso, se voglio, fare in modo di apprendere una determinata tecnica artistica che non conosco oggi, domani, tra un anno, quando voglio. Quegli anni però non tornano.

Essere riuscita a capire però, in tutto e per tutto, che è dipeso da me è stato importante.
Mi ha restituito potere.

In passato ho provato anche molta rabbia riguardo gli studi intrapresi e quegli anni, ora però ho preso una consapevolezza diversa. Sicuramente non è solo grazie al bilancio delle competenze, la maturità dei miei anni mi ha aiutata. Sono consapevole che sicuramente avere intrapreso un certo tipo di studi anziché un’altro ha inciso e che una mia attitudine è stata accantonata, ma anche questo è dipeso solo da me. L’inibizione ha prevalso, o forse, prendo atto anche di questo, non era una passione così forte. Avrei potuto disegnare tutto il giorno pur facendo il liceo scientifico. E sì, in effetti dipingevo e disegnavo molto, ma non sempre, avevo rilegato questa attività, che mi faceva stare molto bene, al ruolo di “antidepressivo“, mi ci dedicavo quando mi sentivo giù. Anche questo però l’ho voluto fare io.

Un altro grosso errore, che credo commettano in molti, se non adeguatamente guidati, è stato non progettare a lungo termine. In pratica tutte le mie esperienze lavorative e anche gli studi sono stati intrapresi sull’onda dell’occasione e del sentimento, che sono importanti per carità. Il cosiddetto “marcatore somatico“, ossia quel che ci dice la pancia, ha il suo peso.

Tuttavia, bisogna valutare e programmare. A partire certo dalla proprie attitudini e motivazioni, ma bisogna progettare nel tempo se si vuole realizzare per bene qualcosa. Bisogna progettare e farlo nel modo più dettagliato possibile, progettare e farlo a lungo termine. Non parlo di mesi, di un anno, ma di cinque, dieci forse anche venti anni.

Invece io non pensai per nulla alle possibili ipotesi di collocazione professionale post universitarie, anche dopo l’università non pensai alle possibilità che potevano presentarsi obiettivamente a seguito dei due master che ho conseguito.

Nonostante tutto, i traguardi raggiunti mi rispecchiano. Amavo la scrittura, sia intesa come raccontare sia intesa come oggetto di studio per capire la persona. Sono diventata grafologa e per passione scrivo. Il mio movimento psicoespressivo è per fortuna emerso comunque.

Tutto questo però avrebbe potuto essere ottimizzato se progettato per bene.

Diciamo che ora l’ho capito e cercherò di metterlo in pratica!

Quanto emerso dal mio bilancio delle competenze mi ha permesso di focalizzare per bene cosa c’è nella mia “borsa degli strumenti“, cosa so fare e anche bene. Evidenziato questo si può prendere molto meglio la mira.

E’ così emerso che il lavoro che già faccio va bene, mi piace, non è totalizzante, così pur non corrispondendo in tutto e per tutto alle mie passioni, mi permette di coltivare anche quest’ultime, ma se riesco a progettarmi a lungo termine potrò compiere tutto con maggiore profitto, non solo economico, e di conseguenza con maggiore soddisfazione. Insomma, sono ad un punto di partenza. Questo mi ha restituito una percezione di potenzialità e regalato una sensazione positiva.

Alla pagina tre di questo questionario per il bilancio delle competenze si trovano due domande che aiutano a riflettere sulla propria storia professionale e le competenze. Si tratta però per il resto di un bilancio specifico per insegnanti, mentre un bilancio generale  è utile per ripercorrere gli studi, le attitudini e le esperienze professionali e rilfettere su di essi attraverso le domande del questionario. Certo fare il bilancio di competenze con un professionista è un’altra cosa. Credo però che possa in ogni caso aiutare farlo se ci sentiamo pronti e predisposti a fermarci un momento per riflettere sul percorso formativo e professionale e incominciare o proseguire a progettarsi. Per avere una visione generale e ampia e anche la visione di dove ci troviamo noi, il classico punto rosso sulla cartina che dice “Io sono qui“.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

2 commenti su “Bilancia le competenze

  1. Gisella
    10 ottobre 2016

    Molto interessante. Davvero.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 30 marzo 2016 da in Fare per essere con tag , , .

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