Movimento Psicoespressivo

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Roberta Gelsomino: un percorso di arteterapia

Qualche giorno fa una cara amica mi ha invitata a visitare una mostra virtuale.
E’ stata un’emozione per me vedere l’evoluzione della persona attraverso le produzioni artistiche del suo percorso. Si tratta di Roberta Gelsomino e sono stata felice che abbia accettato di raccontarsi.

Come è avvenuto il tuo incontro con l’arte terapia?
Roberta:
Il mio incontro con l’arte terapia e’ avvenuto recandomi per la prima volta al Museo d’Arte Paolo Pini, un centro dell’ospedale Niguarda di Milano, nel novembre 2010. Avevo frequentato un laboratorio espressivo precedentemente in cui si disegnava tutti su argomento scelto, e poi si confrontavano le realizzazioni esposte insieme, in un discorso questo forse piu’ simile a una terapia di gruppo con disegni. Era molto interessante anche quella e la conduceva un certo Fiorenzo Fioretta. Ma solo da quel novembre 2010 si e’ avviato e approfondito un discorso vero e proprio. Venivo dalla facoltosa scuola del fumetto da cui ho appreso molte tecniche pittoriche, il Mapp e’ sempre stato percepito da me come ulteriore traguardo poiché per quanto imparassi restavo bloccata o comunque i miei disegni erano sempre comparati con severità da me. Cosi’ finivo per disegnare solo scarabocchi quando facevo arte per conto mio e ne soffrivo, senza capire perché.

Ti sei sentita subito a tuo agio col tuo “fare creativo”?
Roberta:
Non mi sono sentita subito a mio agio, era una cosa nuova per me e tendevo a valutare i miei prodotti in termini di capacità e criteri scolastici. Inoltre per alcune settimane sentivo di perderci tempo e ricordo che quando uscivo dalla bottega di Valentina Selini ero esausta, svuotata. Quasi sofferente perche’ poi si aggiungevano a ciò i miei disagi di allora. Poi non so come dopo qualche giorno ho sentito emergere nuove idee artistiche, ho incominciato a produrre una quantità di fumettini che nemmeno ai tempi della scuola di fumetto. Ne ero felice e capii cosa voleva dire arte terapia, anche se per molto proseguivo a volermi approfondire lì nelle tecniche artistiche e sempre titubavo a lasciarmi andare. Per visioni differenti sul concetto di cio’ che fosse bene per me ho poi dovuto lasciare il Mapp, essendomi allontanata dallo psichiatra. Ma ho ancora un legame di grande affetto e stima reciproca con la Vale la quale ha anche dato un contributo al mio ultimo libro: “Primavera” che parla di poesia e arte terapia. Un libro dove sono inserite tantissime illustrazioni arte terapeutiche della primavera dell’anno scorso. Un’altra cosa bella e’ infatti stata recuperare l’arte terapia autonomamente, e anche con molta piu’ espressivita’ per affrontare un mio momento delicato. E’ stata una scelta naturale e guidata anche dal bisogno di modificare una situazione, in questo senso l’arte terapia e’ stata per me a tutti gli effetti magica.

disegno roberta gelsomino 1

disegno di Roberta Gelsomino

Perché secondo te l’arte è terapeutica?
Roberta:
L’arte è terapeutica perché secondo me, ha tre direzioni di beneficio ed un aspetto di fondo: Si beneficia la collettività per il proprio contributo dunque è terapeutica per chi l’osserva, si fa del bene chi la intraprende sia nel momento dell’idea che nella concretezza della realizzazione che in un osservazione successiva, quando il quadro o il proprio frutto creato in generale ci risponde e riesce a essere in qualche modo una persona autonoma -in un certo senso seppur particolare e non propriamente tale, si può chiamare figlio– . Infine ne beneficia la qualità dell’esistenza di tutti cioè noi artisti inclusi in una reciprocità emotiva, in quanto l’elemento cardine appunto è il contatto con la nostra umanità, le nostre emozioni. Di fatto, non può non esserci una forma di creazione tentata dall’uomo per la sua evoluta inclinazione di emulare la natura, il Creato; E l’arte come concetto creativo è in profondo legame con tutto quello che è l’essenziale dell’animo umano, della sua ricerca di felicità e spesso considerato paradossalmente come superfluo o aggiuntivo o inutile. Quando invece capace di cambiare il mondo anche attraverso il suo poco: Io per esempio ho cambiato me stessa e diverse situazioni col mio fare artistico nato non per compararsi ma per puro piacere, anche ludico, umile dialogo e come tale lo proseguo potendolo così affinare nella sua comunicativa, impatto grafico tecnica idee e quanto altro.

Quali sono le forme espressive artistiche a te più congeniali?
Roberta:
Le mie forme espressive artistiche più usate sono uno stile espressivo su carta comune con pennarelli colorati, spesso con spontaneo impatto grafico e cromatico; Adoro anche gli acquerelli, in realtà vorrei intraprendere tutte le tecniche possibili, finora comunque ho utilizzato tanto anche appunto acquerelli per generi più illustrativi, ma in predominanza netta i pennarelli perchè li trovo freschi e veloci per le mie veloci idee ho fatto anche tantissimi fumetti autobiografici che poi vorrò proporre al mio editore, realizzati a penna con uno stile ancor più ampliato e mio, fumettoso appunto e coloratissimi. Mi piace un sacco anche inserire collages ogni tanto, o in mezzo a un impatto grafico di pennarelli o anche da soli, ma solitamente li abbino proprio per la possibilità piacevole che vi trovo insieme. Avrete modo comunque di osservarmi in altre tecniche, in un futuro libro infatti mi piacerebbe inserire illustrazioni più pittoriche, a olio. Ecco in sintesi ho tantissimi interessi e modi di esprimermi e occorre non disperdermi troppo perchè ho sempre nuove idee e spunti.

C’è un messaggio in particolare che ti piacerebbe comunicare?
Roberta:
il messaggio che mi piace esprimere o tentare di esprimere, più che altro attraverso il mio stesso fare arte è che l’arte ci può rendere felici e cambiare le cose. Anche quelle cose
dove secondo me  l’arte -la bellezza e il sentimento, la creatività- non è granché contemplata e questo preclude. Una cosa che mi viene in mente è anche con l’arte poter coltivare legami sociali, parlando di me l’arte tra le meraviglie che fa mi sta costruendo un ponte sul mondo perchè altrimenti sarei del tutto isolata. L’arte è la mia vita.
Vorrei infine poter esprimere che non occorre affatto essere “artisti”, la concezione di dover essere artisti per fare arte  secondo me rischia di essere limitativo e comparativo. Una volta trovato lo spirito giusto per intraprendere l’arte, che è solo voglia di giocare innata in tutti, la vostra vita cambierà grazie ai benefici dell’arte stessa, potrete seguire l’approfondimento di questo discorso nel mio evento arte terapia prima mostra virtuale.

Dunque per approcciarvi all’arte io non posso non suggerire calorosamente un tipo di arte che sia concepita per tutti, e comunque ogni arte io ritengo che sia per tutti e ne va promosso questo messaggio. Questo approccio secondo me nell’immediato già miracoloso è l’arte terapia, potrete trovare diversi ambiti arte terapeutici anche non clinici, che permettono un inizio ed un percorso che in seguito può essere proseguito in autonomia, dunque…Buona arte a tutti!

————————————-

Sono davvero grata a Roberta per il suo messaggio. Sono fermamente convinta che l’arte abbia un impatto notevole sul benessere delle persone e trovo che tutti potremmo fare ricorso ad un’attività creativa non solo quando viviamo un disagio ma anche quando stiamo bene per stare ancora meglio.

disegno roberta gelsomino 3

Potete vedere il book-trailer di Roberta, realizzato da Silvia Lombardo

 

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Questa voce è stata pubblicata il 14 aprile 2016 da in Fare per essere, Stili di vita con tag , , .

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