Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Creatività e benessere

Mi hanno spiegato che per capirci qualcosa nella vita è meglio incominciare dalla fine, quindi ho chiuso gli occhi e immaginato:

ieri ho pensato di esser morta.
Pensiero macabro? Dipende, come per tutte le cose della vita dall’uso che se ne fa. Ho immaginato di essere morta per capire per cosa avrei voluto essere ricordata per poi rimbalzare nel presente e trovarmi in tempo per diventare la me stessa che un giorno avrò voluto essere.

Ho subito avuto chiare alcune cose:
Non mi sono vista come una ricordata per chissà quali grandi successi professionali scientifici o accademici, non mi interessava aver scritto libri di settore, di scalare una carriera da psicologa in questo senso.
Non mi sono vista neppure come una che ha vissuto con la testa tra le fiabe, disegnando i suoi mondi fantastici lontano da tutto e da tutti. Eppure lo credevo, se non mi fossi immaginata cosa vorrò che ricordino di me dopo la fine, questo destino mi pareva adatto.
Invece no.
Ho sentito che volevo un’altra cosa.
Volevo essere ricordata per alcune cose per me per davvero importanti:

La bontà. Questo forse fa ridere, ma per me é la qualità più bella, la caratteristica principale, la trovo anche seduttiva, io subisco il fascino della bontà, a me la cosa che è più piaciuta del mio compagno da subito é stata la sua bontà.

L’aver lasciato dietro di me una traccia sotto forma di un pensiero capace d’esser spunto di riflessione per altre persone e fonte di piccoli suggerimenti per incrementare il proprio stato di benessere.

L’estro creativo. Si ricordatemi o anzi “ricorderetemi” per il mio esser “stramba”, artistica pur non essendo artista. Si non sono artista, altrettanto di quanto non sono una blogger, ma sono consapevole del benessere profondo che genera in me, e pure negli altri, essere creativi.

Ecco.
Quest’ultimo aspetto mi ha dato parecchi spunti di riflessione. Il pensiero creativo è davvero importante per me.

Così come possiamo guadagnare benessere e autoconsapevolezza attraverso attività artistiche e creative, di più imparare a essere creativi nella propria attività e nella vita ci spinge a raggiungere sempre un pezzetto in più di possibile.
Una nuova soluzione, una nuova idea ci rendono un po’ più evoluti, un po’ più competenti, ci rendono un pochino meglio di come eravamo prima del nostro spunto creativo.
Certo esistono anche le cattive idee, bisogna imparare a valutare, a capire quando attuare e quando usare un’idea non troppo buona come scalino da cui partire per averne una migliore. Quindi ancora una volta a essere ulteriormente creativi.

Vorrò essere ricordata anche come una che si sperticava per dirlo a tutti quanto faccia bene essere creativi, così come qua dal blog come nella vita reale mi impegno a dire quanto sia stra-importante capire il vero sé e vivere in armonia con esso, che poi osservare il proprio “fare creativo” è riservarsi un posto privilegiato per capire meglio come si è, per “Acculturarsi di se stessi“, quindi ancora una volta, anche capire la propria vena creativa, cercare di attivarla al meglio, è una ulteriore manifestazione del proprio movimento psicoespressivo.

L’idea originaria, ma non originale ovviamente, che vado cercando di mettere insieme un pezzettino per volta è che se riusciamo a conoscere al meglio noi stessi, possiamo fare ciò che ci è più congeniale, conoscere e star bene con persone che fanno realmente al caso nostro, che insomma vivere nella verità del sé sia una fondamentale fonte di benessere, anzi la fondamentale fonte secondo me.cropped-banner.jpg

Lo diceva Edward Bach che: “Ognuno di noi ha una missione divina in questo mondo, e le nostre anime utilizzano le nostre menti e corpi come strumenti  per compiere questo scopo, cosicchè quando tutti e tre sono all’unisono, il risultato è la salute e la felicità perfetta.
Una missione Divina non significa sacrificio, il ritirarsi dal mondo, il rifiutare le gioie della bellezza e della natura; al contrario significa un pieno e migliore godimento di tutte le cose: significa fare il lavoro che amiamo e farlo con tutto il nostro cuore e la nostra anima, sia la casalinga, l’agricoltore, il pittore, l’attore o il commesso o la cameriera. E questo lavoro, qualunque sia, se lo amiamo più di ogni altro, è l’ordine preciso della nostra anima, il lavoro che dobbiamo fare in questo mondo e solo in quello ci sentiamo veramente noi stessi, interpretando nella concretezza della materia, il messaggio di quel vero sé“.

Capire dunque quale sia il proprio scopo nel mondo diventa un atto fondamentale per stare bene con se stessi.

Tuttavia per arrivare a capire quale sia il proprio posto nel mondo, per realizzare il proprio scopo, a monte bisogna conoscersi, capirsi, entrare in contatto col vero sé. Diceva Marie-Louise von Franz:

Cercare di prestare costantemente, giorno per giorno, la dovuta attenzione alla realtà vivente del Sè è come cercare di vivere simultaneamente a due livelli, o in due mondi diversi. Si continua, come in precedenza, ad adempiere doveri e incombenze imposteci dal mondo esteriore, ma si resta altresì continuamente in attesa degli indizi e dei segnali, sia che si manifestino in sogni oppure in eventi esteriori, ai quali il Sè ricorre per esprimere simbolicamente le sue intenzioni – per indicare la direzione nella quale si sta muovendo la corrente vitale”

Trovare questi segni del vero sé, potrebbe sembrare complesso. Un risultato attivabile con indagini estremamente profonde.

Qui si intromette la componente dell’idea di movimento psicoespressivo.

Il nostro vero sé, chi veramente siamo, il nostro movimento psicoespressivo si rende evidente in ogni azione che compiamo, in ogni nostro comportamento, parola che pronunciamo, emozione che sentiamo ed esprimiamo.

Potrà apparire banale o facile come idea: osserva ciò che fai e come lo fai per capire chi sei.

Questo non vuole dire che diventa semplice da realizzare. Vuol dire, però, che abbiamo tanti indicatori. Tutti i nostri comportamenti, tutte le nostre parole. In realtà anche tutto quel che attuiamo inconsapevolmente. Anzi, forse quel che mettiamo in atto senza raziocinio in maniera più autentica ci racconta. Anche i sintomi che il nostro corpo produce, i malesseri fisici parlano di noi, ci appartengono intimamente.

Tuttavia sono convinta che partire dai comportamenti di tutti i giorni possa essere più semplice.  Da come camminiamo, come ci vestiamo, le parole che usiamo, ma anche i libri che leggiamo e la musica che ascoltiamo, insomma davvero ogni atto umano si caratterizza per le peculiarità di chi lo compie, per cui gli indicatori del sé sono tantissimi.

Tra tutti i nostri comportamenti spunta la creatività. Gli atti creativi secondo me sono da ritenersi degli indicatori privilegiati del vero sé poichè sono sia atti consapevoli che intuitivi, sono un contatto tra coscienza e inconscio. Ogni atto creativo è un’espansione di coscienza

Uno dei principali spunti creativi: prendere due elementi apparentemente lontani tra di loro e collegarli in una maniera nuova.

Lo fa chi usa una molletta dei panni attaccata al muro come porta foglietti per appunti.

Lo fa chi inventa la storia di un oggetto parlante.

Appunto qualche link a testi in google books che approfondiscono il tema:
Il coaching creativo

Il posto delle fragole

Voglio essere più creativo

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 giugno 2016 da in Fare per essere con tag , .

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