Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Esercizi per combattere l’ansia

La richieste breve e chiara è stata di avere aiuto per rilassarsi la notte e combattare crisi d’ansia e incipienti attacchi di panico. La mia risposta, tempestiva vista la richiesta, ha sfruttato le moderne tecnologie digitali per inviare alla persona che mi aveva chiesto supporto, delle registrazioni per poter eseguire esercizi di rilassamento.

Fin qui tutto chiaro, limpido e semplice, poi vi dico gli esercizi, che saperli non fa mai male. A me son stati utili parecchie volte.

Ora, la persona che mi aveva fatto la richiesta iniziale mi ha poi fatto sapere che un gruppo online che frequenta avrebbe desiderato conoscere tali esercizi, che avrebbe fatto loro piacere poterli leggere o, meglio ancora, ascoltare.

Boom. Blocco.

Mi sono seduta più volte a cercare di scrivere questo post e non riuscivo. Così alla fine per sbloccarmi ho capito che dovevo cominciare a dire perché non ci riuscivo: Era una richiesta ibrida. Almeno per me. Spiego.

La prima richiesta, che ho potuto supportare per via tecnologica, registrando la mia voce che guidava gli esercizi suggeriti, così che la persona potesse ascoltare quando le era più utile, era stato un momento di lavoro. Domanda arrivata, analizzata, risposta tempestiva. Fine.

Ma scriverci un post?

Mi sono resa conto di due cose importanti.
Di questo ringrazio veramente sia la prima richiedente che il gruppo, perchè aver accessi di consapevolezza così senza nemmeno pagare una seduta terapeutica, anzi semmai il contrario, è davvero un dono dell’universo.

– Cosa 1.
Per me scrivere è una via di fuga dal mondo che mi fa richieste, che mi impone dei “dover fare”, che mi chiede di esser in un certo modo, di rivestire un determinato ruolo. Per me scrittura è libertà, la libertà di essere me stessa.

Trovare un’azione che ci permette di sentirci davvero noi, di stare così bene, è una figata assurda e la si potrebbe considerare, forse, una botta di cuore, invece no, non lo è affatto. Nulla capita a caso. Sono le scelte che facciamo in base a come siamo e alla vita che ci costruiamo attorno che ci conducono a fare certe cose e non altre. Anche quando non sembra, è sempre una nostra scelta. E’ anche molto importante che lo sia, ci restituisce potere. Il potere, anche, di cambiare le cose che non ci piacciono di noi, cambiando di conseguenza la nostra vita.

esercizi per combattere l'ansia di movimento psicoespressivoTrovarmi a scrivere su richiesta specifica mi ha messa un po’ in difficoltà. Eppure, ci penso, mi è già capitato di scrivere, in un certo senso, “su richiesta”, quelle volte si confermava questo fatto che mi riguarda: se la richiesta era un argomento molto, molto specifico, ho impiegato tantissimo tempo. Magari poco in senso generale, non è che ci ho messo un mese. Tuttavia, mi attardo per la “combo” delle mie resistenze emotive da un lato e della fatica di analizzare e scrivere in maniera “costretta” su un tema imposto dall’altro.

 – Cosa 2.
La richiesta era inerente uno stato di ansia. La stessa emozione è risuonata anche in me, mettendomi in uno stato che avevo inteso come di “giusta preoccupazione a rispondere presto“. Invece no, era risuonata in me proprio l’ansia, nel caso mio da prestazione. Un post imposto :o) , perdonate il giro di parole, mi ha messo in ansia di non riuscire a farlo in modo da soddisfare le aspettative di chi avrebbe letto, soprattutto trattandosi di una richiesta di aiuto.

Ecco allora che sono anche io entrata in uno stato emotivo tale da “meritarmi” i sopracitati esercizi di rilassamento che avevo suggerito alla persona che mi aveva per prima contattata al riguardo.

Così mi sono messa e li ho fatti.

Esercizio numero 1:
si tratta dell’esercizio base di rilassamento del training autogeno.
Sdraiatevi in un luogo in cui non ci siano eccessivi rumori e luci.
Chiudete il occhi. Ascoltate il respiro.
Inspirare.
Espirare.
Lentamente.
Inspirare.
Espirare.
Dentro.
Fuori.
Iniziate quindi a dire, dentro di voi, o ad alta voce all’inizio se lo preferite:
IO SONO PROFONDAMENTE RILASSAT*
IO SONO PROFONDAMENTE RILASSAT*
IO SONO PROFONDAMENTE RILASSAT*
(ripetendolo alcune volte)

Esercizio numero 2.
Si tratta della meditazione del radicamento.
Ho imparato questa forma di meditazione con visualizzazione leggendola in rete e poi ascoltandola tempo fa da file audio del blog di Mathilda Stillday. Ecco cosa fare:
In piedi, o seduti, o in determinati casi, se si deve stare per forza sdraiati, sollevare le ginocchia in modo sia da far aderire la schiena bene al letto, sia da poter poggiare la pianta dei piedi interamente.
Chiudere gli occhi.
Respirando lentamente.
Iniziare ad immaginare che dall’interno del proprio corpo, dal centro, partano dei fili, come delle radici, che queste radici iniziano a scendere, attraverso le gambe, e poi giù, attraversoi piedi e da essi più giù attraverso il pavimento, si avviano attraverso il cemento, i pilastri dell’edificio fino a scendere giù fino al suolo, e poi più giù. Mano a mano che le radici percorrono la loro strada diventano sempre più forti. Scendono ancora più giù, nel sottosuolo, ancor più sotto. Fino ad arrivare al centro del pianeta. Giunti qui, piantate le vostre radici. Da esse inizierete a ricevere e dare energia, collegati al centro della Terra. Da qui l’energia risalirà lungo le radici, attraverso il sottosuolo sempre più su, fino ad affiorare in superficie e poi più su, lungo il pilastri dell’edificio dove vi trovare, e attraverso il cemento, e poi il pavimento, fino ad arrivare a voi, attraverso i piedi, e risalendo per le vostre gambe fino al centro del corpo.

Ho riflettuto un bel po’ sul perchè “di pancia” mi fosse venuto di suggerire questo tipo di meditazione per uno stato di ansia notturno. E’ una forma di meditazione che certo rilassa, ma che dà anche energia.
Ha avuto successo con la persona cui l’ho suggerita. Così ho cercato una risposta a questo dubbio. Credo che la validità sia duplice: non riuscire a dormire ci lascia senza energie, quindi diventa utile per questo aspetto. Inoltre, uno stato di ansia, che ci impedisce di riposare, ci denuncia un qualcosa da cambiare, anche per questo ricaricarci di energia, diventa necessario e importante.

Esercizio numero 3.
Ho imparato lo zentangle questa estate. Ne ho goduto personalmente i benefici, lasciandomi andare anche a divertirmi con la Z.I.A. che riprende i principi dello zentangle senza conservarne gli aspetti più restrittivi.

Lo zentangle fa del disegno una meditazione. Incitando ad un certo tipo di produzioni grafiche, semplici e ripetitive, da inscrivere in uno spazio definito non troppo ampio, un quadrato di circa 8 cm.

Nello zentangle inspired art, si riprende questa modalità di disegnare, spaziando però anche ad altre forme e dimensioni.

zentagle inspired art by favolazione

Queste produzioni semplici trovano la loro efficacia nel fatto che ci portano a uno stato di concentrazione rilassata del tutto simile alla meditazione.

Ho suggerito anche questa attività perchè credo che per noi occidentali sia più difficile trascendere oggetti e azioni per meditare se non ci siamo abituati. Cresciamo imbevuti in una cultura che ci pone nel mondo in un modo differente da quello orientale. Questo non significa che non possiamo cogliere i principi della meditazione e viverne il conseguente benessere, passando però per attività a noi più affini. C’è chi dice che sia bellissimo meditare camminando, o addirittura facendo le pulizie di casa.

Attività semplici, ripetitive, che consentono una concentrazione-rilassata, che ci danno la possibilità di abituarci a uno stato dell’essere che, se vogliamo davvvero essere felici, dovrebbe permeare ogni attimo della nostra vita: il vivere nel “qui ed ora”. Essere nella nostra azione, presenti a noi stessi, coscienti del momento, che aveva davvero ragione Trilussa quando scriveva che: ..tutto sommato la felicità è una piccola cosa.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 giugno 2016 da in Fare per essere con tag .

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