Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Organizzarsi la vita

Ho letto un libro di Davide Rampoldi sull’arte di saper organizzare il proprio tempo, o forse dovrei dire la tecnica per organizzare il proprio tempo, meglio ancora, come ogni cosa complessa che si rispetti racchiude entrambi gli elementi: tecnico e creativo-artistico.

Ho letto questo libro in un momento in cui la mia elaborazione personale del tempo e del suo utilizzo era già diventata più consapevole, matura e funzionale, ma si sa, è quando l’allievo è pronto che compare il maestro, e sì io sono convinta che anche un libro possa essere considerato un maestro :o)

La mia personale sensazione rispetto al tempo è naturalmente legata al mio movimento psicoespressivo. Può bastare vedere come procede la mia scrittura per capire che sono impaziente.

E’ anche una scrittura che non cade dal rigo, per cui tutto quello che ritenevo che andava fatto, e che volevo portar a compimento nel minor tempo possibile data l’impazienza, son sempre riuscita a farlo.

Ho ogni volta organizzato a puntino il tempo e me ne è sempre avanzato molto, perché iperattivamente facevo tutto prima possibile, non sia mai che non adempiessi a qualche mio dovere etero o più spesso auto imposto!

Ci pensava la mia personalità Loretta.

Loretta detta “segretaria imperfetta” è la parte di me dedita al senso del dovere, che scrive tutto, appunta quello che va ricordato, mette via quello che va tenuto, cestina quel che non serve, sia da un punto di vista materiale che da quello intellettivo. Essendo precisetta e ansiosa a un certo punto ha iniziato a starmi seriamente sull’anima, vedevo solo i suoi lati negativi: ansia, mania di appuntare tutto, fare tutto quello che deve essere fatto, non lasciarsi spazio e tempo per vagheggiare con la mente, uccideva la mia creatività.

Ad un certo punto il vaso si è rimpieto fino all’orlo. Anche se altre parti di me le riconoscevano un ruolo importante nei traguardi raggiunti, nel supporto “tecnico” per la realizzazione di certi obiettivi, la rabbia per la sensazione di essermi lasciata seppellire da quel che dovevo a scapito di quel che volevo ha prevalso. Loretta è stata mandata in vacanza forzata per un bel po’. Quello che avrei voluto sarebbe stato regalarle un bell’anno sabbatico, ma non ci sono riuscita subito. Per un po’ è rimasta con me, zitta in un angolo a far la vittima, la povera derelitta che vedeva le cose andar male senza poterci mettere mano. Si perché non si è mica arresa subito.  A tutte le altre parti me è preso un moto di ribellione e lei non voleva starci.
Non sono riuscita a “riorganizzare il mio modo di organnizzarmi”, perdonate il gioco di parole, in maniera immediata abbassando semplicemente il livello di senso del dovere di Loretta, ammorbidendo le mie tabelle di marcia, lasciando spazio a nuove cose.

Ci è voluto ben altro.
I  cambiamenti, quelli importanti, si sa, sono tutt’altro che immediati e nient’affatto semplici.

Ho dovuto remare contro le incursioni di Loretta, mandarla in vacanza e con lei tutte le mie tabelle di marcia. Ho buttato tutto all’aria. Ero scontenta di come stavano andando le cose nella mia vita professionale e la pausa della maternità è arrivata al momento giusto, che nella vita nulla capita a caso, per darmi il tempo di fare la mia “rivoluzione” interiore.

Ho odiato sul serio Loretta per un bel pezzo. Mi esasperava il pensiero del suo voler fare tutto quello che va fatto, di fare liste di cose da fare, scomporre tutto in tappe e compiti da spuntare ogni volta che ne terminavo uno.

organizzarsi la vita con movimentopsicoespressivo3

Per riavvicinarmi al senso del piacere, che avevo seppellito sotto quello del dovere da un bel po’ di anni, ho dovuto necessariamente buttare tutto all’aria. Eccoci qua, rileggiamo la mia frase: “ho dovuto necessariamente buttare tutto all’aria…” mica le parole le usiamo a caso, ancora non ne sono fuori del tutto, ma la consapevolezza mi aiuta, quindi trasformo la mia frase, così come sto trasformando me stessa: ho deciso che era necessario buttare tutto all’aria.

Ho mandato per un po’ tutto in vacanza: lavoro, studio, progetti. Loretta scalpitava, ma sono stata irremovibile, la fase di vita lo consentiva, con una neonata, che dorme anche poco, direi che ho colto l’occasione perfetta.

Loretta ovviamente non scalpitava perché io tornassi a lavorare in quel momento. La sua modalità scrivi-tutto-quello-che-va-fatto-fallo-in-fretta-e-cancellalo-dalla-lista può adattarsi a qualcunque aspetto dell’esistenza, anche a alla vita privata, anche a crescere un bambino. Buon per me, e per la mia bambina, non era con una tabella di marcia che volevo crescere mia figlia, questo mi ha dato la forza di zittirla.

Così sono passati i primi anni, fatti di tempi “altri”, di crescita di una bimba, di letture e scritture a orari e giorni qualunque, solo con desiderio.

Un po’ ci pensavo a sta Loretta mia. Iniziava a rafforzarsi un pensiero che, forse, sotto, sotto, avevo fin dall’inizio, che lei, povera stella, non fosse cattiva, che fosse un’esecutrice, che anzi di lei potevo giovarmi.

Prima di capirlo a fondo però, di farci nuovi patti, ci ho dovuto sbattere il naso.

A un certo punto sono tornata a lavorare, poi, pensa un po’, volevo continuare a scrivere, qualche volta magari anche dedicarmi al disegno, poi ci sta sempre e prima di tutto la bimba da crescere, il compagno, la famiglia, la casa cui badare, il desiderio di studiare..BOOM!

Ho con affanno svolto solo le cose urgenti, spesso neanche tutte per tempo. Una stagione di corsa, stanca, senza tempo. Eppure non lavoro otto ore al giorno. Eppure non ho una casa di centoventi metri quadri, eppure ho solo una figlia…

Eppure..

Eppure mancava qualcosa.

Qualcosa di fondamentale.
Qualcosa che io per riappropriami del senso del piacere avevo mandato in una vacanza che incominciava a somigliare ad una pensione: la mia capacità di organizzarmi la vita. Ecco cosa è sempre stata Loretta.

organizzarsi la vita con movimentopsicoespressivo2

Solo che per capirlo mi è dovuta mancare.
Perché sepolti, per motivi antichi, ognuno hai propri si sa, questo non capita solo alla sottoscritta, il desiderio, il volere, il piacere, la vera me se ne stavano zitti, nascosti da qualche parte, in qualche stanza antica della mia mente. Tornare a loro è stato un viaggio. Un viaggio ancora in corso, un viaggio lungo il quale ho capito che Loretta non era una mia nemica. Con il suo fare preciso e organizzato, che si sa sempre ritrovare nel proprio caos, lei è un’ancora, è la mia possibilità di realizzare. Loretta è una fantastica esecutrice. Solo che io, persa che mi ero, le avevo affidato il comando. A lei che sa fare solo liste ed eseguirle.

Non sapevo più qual’era l’obiettivo.

Così prima di ricominciare ad organizzare il tempo, mi sono dovuta fermare. Una metafora raccontatami da Mathilda, mi ha reso per bene l’idea: se sei coi piedi nel mare sulla sabbia e ti muovi non vedrai mai dove sono i tuoi piedi sul fondo, solo se ti fermi, la sabbia dopo un po’ si depositerà e potrai vedere “a che punto sei”.

Ho sospeso molte attività, stavolta con consapevolezza, non perché fossi in affanno. Altre attività hanno assunto un valore diverso da quello che credevo, disegnare è diventato un modo per rilassarmi, quasi per meditare oserei dire, insomma ho imparato a rallentare.

A questo punto, ho avuto spazio e tempo per capire bene quello che volevo.

A questo punto e con mia grande sorpresa, Loretta è divenuta una grande alleata.

A un certo punto, ho capito che se Loretta lavorava per realizzare qualcosa che non mi corrispondeva, che non mi regalava piacere, che non era nel mio movimento psicoespressivo, dipendeva da me, da altre parti di me, dal condominio interiore tutto intero.

Oggi potrei quasi smetterla di chiamarla Loretta, per attribuirle il suo significato forse più vero, lei che ha sempre lavorato, per studiare, per conoscere e realizzare, per raggiungere obiettivi, lei che è sempre stata la mia fedele disciplina che io avevo concepito nella maniera sbagliata. La pensavo come una nemica, come sinonimo di imposizione, di inibizione e di frustrazione. Ora invece posso lavorare per cambiare questa errata e poco funzionale percezione che ho di lei.

Per organizzarsi la vita ci vuole disciplina. Ci vuole la mia amata/odiata Loretta.
Per capire come suddividere e organizzare il nostro tempo, bisogna mettersi lì, rimboccarsi le maniche prendere carta, penna, schemi, tabelle, compiere delle scelte, assegnare delle priorità, suddividere un obiettivo in micro-obiettivi e in step successivi, cominciando, come ormai mi è diventato chiaro come il sole, dalla fine.

Impegnarsi in questo modo dà risultati, permette di avere il tempo di fare tutto ciò che è necessario per realizzare i nostri progetti.

Decidere quale sia l’obiettivo da perseguire concerne una sfera profonda. Si “avvinghia” al nucleo del proprio movimento psicoespressivo. Solo sapendo veramente chi siamo possiamo sapere cosa vogliamo veramente.

Appunto qualche lettura utile:

Davide Rampoldi Tempo Super

Gestire il proprio tempo. Di Francesco Carraro

Gina Chianese. Il piano di sviluppo individuale

Paola Urbani. Interpreta l’alfabeto

 

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Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 15 giugno 2016 da in Fare per essere, Stili di vita con tag .

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