Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Perché è importante scegliere come definire se stessi.

Sottotitolo: Pensavo fossi scanners invece ero un creativo

(Sotto-sottotitolo: non che una definizione escluda l’altra, è solo così nella mia pancia e spiegherò perché).

Le parole sono importanti, quelle che scegliamo per definire noi stessi possono aiutarci o limitarci creandoci disagio. Tutto sta nello scegliere le “etichette” giuste, quelle in armonia col proprio movimento psico-espressivo.

Qualche tempo fa ho scoperto quanto mi si addicesse la definizione di scanners: una persona che ha interessi vari, che mutano nel tempo, che può incontrare difficoltà nell’unificare i suoi interessi in un corpo comune, che può essere tacciata d’essere una persona che cambia troppo spesso “strada” e attività.

Per me non è stato così, non del tutto. Ho scelto una strada professionale e ancora la perseguo, ma l’aspetto che non la rende uno sforzo immenso è il suo variare.

Spiego.

Lo spirito creativo mi spinge a essere curiosa, a voler sapere sempre una cosa nuova, a voler approfondire un nuovo aspetto di un argomento che già conosco. Credo di dover addebitare alla creatività anche la noia. La noia boreale che mi prende quando per troppo tempo faccio la stessa cosa nello stesso modo.
In questo quello che faccio per lavoro mi aiuta. Ogni persona che incontro è differente, porta con sé la sua storia personale, la sua unicità. Per usare una frase fatta potrei dire “ogni volta è come la prima volta”. Questo mi regala la possibilità di avere sempre curiosità e interesse per la mia professione che da un lato è sempre la stessa, ma dall’altro è sempre nuova.

Prima faticavo a definire per bene questo aspetto di me, cercavo la mia etichetta, qualcosa che mi desse senso di integrazione, identità, scanners mi era sembrato appropriato, in effetti può anche esserlo, però mi lasciava un senso di ansia.

Poi ho letto Big Magic.

Le idee. Queste mattacchione che ci invadono l’anima e se non le acchiappiamo al volo se ne vanno.

Se non “afferri un’idea che ti apre una via“, come diceva una vecchia canzone, non parti con la scrittura, quantomeno se si tratta di scrittura creativa.

Ecco.

L’ho detta.

La vera parola magica.

Quella che la Gilbert definisce la grande magia.

La creatività è quel fatto ispirazionale che ti colpisce e ti mette in testa una nuova idea, che ti permette di trovare una soluzione nuova, che ti fare una cosa strameravigliosa per te che la fai, in sostanza che ti migliora la vita.

Allora ho capito una cosa.

Pensavo fossi scanners, invece ero creativa.

Ora, non voglio con questo negare l’esistenza delle personalità scanners.

Sicuramente posso anche rientrare in questa categoria.

Scelgo però di scucirla dalla mia mente, ricamandoci sopra la definizione di creativa, perché questo mi concede relax mentale.

Spiego.

Questa cosa dell’essere scanners mi metteva un sacco di ansia. Ansia d’esser una che fa tante cose differenti. Ansia di dover cercare spasmodicamente di dare un senso a tutto, unificando per non dispedere energie e ritrovarmi ogni volta con più idee di prima, più voglia di fare altro e tanta stanchezza per l’energia impiegata a cercare di infilare tutto in un unico cassetto con la sua bella etichetta specifica, che fosse una sola, che desse senso.

Invece se prendo sotto braccio il mio spirito creativo, tutto funziona meglio. Mi fa intraprendere un sacco di avventure, me ne fa abbandonare di altre. Mi permette di sentirmi libera, senza perdere tempo e soprattutto energie nel tentativo di dover intraprendere un progetto solo, una strada sola per tutta la vita. Ci sono le persone così. Esistono, forse hanno più successo.

Se non siamo fatti così, però non possiamo farci nulla.

Prendo sotto braccio il mio spirito creativo e questo mi fa stare bene, mi rilassa, mi fa capire tante cose.

Mi aiuta in molti aspetti della mia vita.

La cosa più bella è che una volta che ho abbracciato il mio spirito creativo, questo mi ha permesso di vivere con creatività anche campi della vita che affrontavo con faticosa razionalità.

Fino ad un certo punto la creatività era qualcosa che sembrava dovesse essere posto dietro alla ragione. Che dovessi affrontare le normali faccende quotidiane con raziocinio e senso del dovere. Lasciandomi andare alla creatività dopo aver svolto i miei doveri, solo nel tempo libero, se mi avanzava.

Niente di più sbagliato.

Quanta infelicità.

Invece ora la mia vita è cambiata. In meglio.

Ho avuto un periodo di tremenda lotta interiore.

Pensavo di mettere a tacere la razionalità per liberare la mia creatività al meglio.

Errore.

La razionalità è una comoda alleata. Una splendida esecutrice.

Abbraccia la creatività, lascia che ti porti l’idea, poi però mettila in mano il progetto alla ragione, proprio come se fosse il tuo valido e fidato braccio destro. Lei sa eseguire gli ordini alla perfezione.

Potrai così realizzare al meglio le tue più brillanti idee. Non solo quelle più, chiamiamole artistiche, ma anche idee per migliorare la vita di tutti i giorni, soluzioni creative per il quotidiano.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 ottobre 2016 da in Fare per essere con tag , .

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