Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Perché compiere piccoli gesti di meraviglia aiuta

Una grande scoperta, dell’acqua calda, di quest’anno è stata sentire quanto abbandonarmi a uno smodato uso del mio fare creativo sia fonte di benessere e di come mi aiuti nella quotidianità, sia da un punto di vista pratico, sia dal lato emotivo perché mi fa affrontare le giornate in maniera positiva.

Da un po’ mi capitava sempre più spesso di leggere in giro, dentro e fuori dal web, dell’importanza delle idee, dello spunto creativo. Di come dar vita a qualcosa di nuovo nella propria mente sia gesto di vita apicale.

Questa riflessione è iniziata anni fa, scrivendo assieme ad un’amica una storia, poi un’altra, poi una sceneggiatura. Tutti gesti creativi, atti estremamente vitali.

Studiando autori classici di psicologia trovavo corrispondenza a questa idea, che la creatività sia la massima espressione della vita, essendo vita stessa, rispetto al non creare. La vita in sé è di fatto il frutto della nostra “creatività” biologica.

Sono poi inciampata in testi che mi immergevano in pensieri e riflessioni su quanto la creatività sia elevata espressione umana, che aiuta a vivere in maniera più bella, migliore.

Per esempio questo pensiero è stato come un’abbraccio:

Aiutare le persone a coltivare la propria creatività è il modo migliore per aiutarle a scoprire il bello di sé e il proprio posto nel mondo” (T.R.Bruno, scrittrice).

Per anni ho seppellito la mia creatività sotto una coltre di paura, poi armata d’amore l’ho dissotterrata e ora non me ne separo!!

Per qualche anno ho vissuto grande conflitto. Trovavo che la me scientifica, efficace, efficiente, quella che scrive sempre tutto per non dimenticare niente, e che cancella via, via le cose fatte cozzasse con la me artistica, intuitiva, creativa, quella che ha idee, che inventa, che passa da un pensiero all’altro pronta a farsi venire in mente sempre qualcosa di nuovo.

Non sapevo a chi affidarmi. Di quale fidarmi.

La pancia voleva lasciarsi andare a un fare creativo fonte di benessere e felicità.

La testa diceva di scansare tutto questo a favore di modalità più logiche, precise e sicure per affrontare la vita.

Cosa dovevo scegliere?

Come dovevo fare?

Ho imparato l’importanza di saper aspettare.

Ho atteso.

Atteso che il tempo giusto arrivasse. Per capire. E ho capito.

Ho capito che potevo affidare l’una all’altra me. Senza confliggere, ma supportando me stessa al meglio.

“La fantasia è come la marmellata, bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane” dice Calvino. La mia esperienza è stata proprio questa: la razionalità fa la fetta di pane, la creatività è la marmellata.

Affido le mie idee alla mia efficienza, questo mi permette di realizzarle.

Ho capito, inoltre, che come dice De Bono: La creatività è un muscolo che può essere allenato.
Possiamo compiere ogni giorno un gesto creativo, avere un’idea, regalarci un piccolo momento di meraviglia. Perchè la creatività è davvero momento di meraviglia. Qualcosa non esisteva e poi c’è. Nella mia mente. Nel mondo.
Una fiaba, un mandala, un biglietto, un disegno. Anche qualcosa di piccino diventa un gesto di meraviglia perché viene dal cuore e dalla pancia, nutrito di passione e verità.

Più importante di essere originali è essere autentici, afferma la Gilbert in Big magic. Lo trovo profondamente vero.

Così ogni giorno, sì, davvero bisogna provarci ogni giorno, che se all’inizio può risultare un impegno perché abbiamo addormentato il nostro pensiero laterale, poi diventa un bisogno naturale e irrinunciabile, dedicarsi un piccolo momento creativo. Un semplice ritaglio di tempo per pensare, anche dieci minuti. Le idee migliori nascono spesso in bagno, non a caso :o)

Avere tempo per pensare, per lasciare andare libera la mente, questa è ricchezza pura.

La auguro a me stessa ogni giorno.

La auguro a ciascuno di voi, ognuno secondo il proprio movimento psicoespressivo.

Vi invito qui.

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 novembre 2016 da in Fare per essere.

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