Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

3 pensieri per sentirsi bene nei propri panni

Nella giungla esistenziale siamo tutti sempre in cerca del nostro posto del mondo.

Trovarlo diventa conditio sine qua non per la felicità.

Quale sarà la strada da intraprendere?

3 pensieri possono accompagnarci e aiutarci:

  1. sapere da dove partiamo e dove vogliamo andare.
  2. non cercare di essere forzatamente simile a qualcuno.
  3. non cercare di essere forzatamente differente da qualcuno.

Per conoscere un percorso, a prescindere dal riuscire a trovare la via più breve o la più articolata, saranno necessarie due variabili: il punto di partenza e quello di arrivo.

  1. Dove sono?

  2. Dove voglio arrivare?

Queste due domande possono diventare molto complesse. Lo diventano quando riguardano noi stessi e la nostra vita.

Soprattutto in alcuni momenti di particolari:

  • Quando dobbiamo sganciarci dagli studi per iniziare l’attività professionale.
  • Quando un grande cambiamento ci destabilizza o comunque pone la necessità di una reimpostazione esistenziale: come una separazione o la nascita di un figlio.

In questi casi sapere da che punto partiamo diventa difficile perché quel punto è cambiato, non siamo più esattamente gli stessi che eravamo prima dell’evento che ci ha scosso e che ha innescato il cambiamento, inoltre potremmo avere difficoltà anche a capire quale sia la nostra meta.

Tanti dubbi possono mettere in difficoltà.

La verità semplice e banale è che bisogna sempre ripartire da se stessi. Da chi veramente siamo. Dal vero sé. Dal nostro movimento psicoespressivo.

Soprattutto quando dobbiamo lanciarci in una nuova attività possiamo avere mille dubbi.

Saremo poco originali?

Questo dubbio può farci entrare in un loop mentale, allontanandoci da noi stessi e allontanandoci sia dalla nostra vera metà che da uno stato di benessere.

Cosa esiste ormai di davvero originale?

Cercando di non somigliare a nessuno finiremo per non riuscire a somigliare neppure a noi stessi.

Saremo troppo originali?

Questo timore può indurci a pensare di non essere capiti, accolti, accettati, di non riuscire a realizzare quel che desideriamo perché troppo lontani dagli altri.

Anche questo dubbio ci allontana da noi stessi: Cercando di somigliare a qualcun altro ci allontaniamo dal vero sé a scapito del nostro benessere e della nostra verità.

Allora, cosa dobbiamo fare?

Semplice, ma non facile da realizzare: vivere la propria verità.

Essere autentici.

Questo non ci rende i più unici e originali?
Poco male.

A cosa servirebbe esserlo se non ci apparterrebbe quello stato d’essere?

Ci rende troppo simili ad altri?
Anche in questo caso non bisogna preoccuparsi. Se viviamo a contatto col vero sé  non saremo mai completamente uguali a un’altra persona. Inoltre, quando con lealtà e autenticità si incontra una persona simile, che fa qualcosa di affine potrebbe nascerne una bella amicizia.

Resta che il modo migliore per capire da dove partiamo e dove stiamo andando nella vita è essere autentici, arrivare al vero sé. Trovare il proprio centro.

Come fare per farlo?

Alcuni hanno gioco facile. Sono molto consapevoli di se stessi. Vanno dritti per la propria strada.

Altri possono subire degli arresti, dei momenti di instabilità ma poi trovare nuovi e migliori equilibri.

Per altri può essere necessario un supporto.

Ciascuno prima o poi trova il suo modo di ritrovarsi.

Per esempio io decisi di laurearmi in psicologia, per capire meglio la mente umana, prima di tutto ovviamente la mia.

Tu come hai fatto?

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 12 dicembre 2016 da in Fare per essere.

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