Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

Come e perché arrabbiarsi

Qualche settimana fa a Sensi e controsensi abbiamo parlato di Rabbia.

L’emozione di base che viviamo quando qualcosa genera la nostra frustrazione soprattutto se c’è stata l’intenzione di provocarcela.

L’oggetto della nostra rabbia diventa l’ostacolo da rimuovere per proseguire lungo la nostra strada.

Ci vuole energia per riuscire a riaffermare se stessi, a cambiare qualcosa che non ci piace. Questa energia, questa forza ce la regala appunto l’emozione della rabbia.

Si tratta di un sentire che ci scoppia dentro, che sale improvviso e cerca sfogo, un po’ come un vulcano in eruzione!

Sfogare la propria rabbia è importante per evitare che ristagnando dentro provochi quello che proverbialmente potremmo riassumere con il detto: farsi il sangue amaro.

Spesso pensiamo alla rabbia nella sua coniugazione espressiva più negativa: l’aggressività verso le persone o peggio la violenza.

Tuttavia, aggredire le persone o essere violenti sono manifestazioni nocive della rabbia, la rabbia in sé è un’emozione che ci dice qualcosa.

Di base, appunto, che c’è un qualcosa che ostacola e crea frustrazione.

Mi arrabbio quando mi mancano di rispetto, quando subisco un’ingiustiza, quando qualcosa si frappone tra me e la soddisfazione di un bisogno. E’ sano sentire la rabbia in tutte queste situazioni.

La rabbia può essere sfogata in un maniera che non danneggia gli altri: sbattere una porta, scagliare un oggetto, gridare.

L’urlo e il movimento sono le voci della rabbia.

Fermarsi all’urlo e al movimento però, pur essendo di aiuto nell’immediato, difficilmente cambia le cose.

Allora ci vuole un passo ulteriore, in avanti, evolutivo. Si tratta di abbracciare la propria rabbia, sentirne l’energia e lasciare che ci dia la forza di cambiare quello che che ci frustra e non ci fa stare bene. Non si tratta certo di qualcosa che avviene in pochi secondi come lo scarico emotivo del momento.

Creare un cambiamento è un lavoro anche molto lungo.

Ci vogliono parecchie forze. La rabbia ci spinge e certo non basta, diventa qualcosa di complesso legato anche alla passione. Di sicuro però l’energia della rabbia è una forza propulsiva potente che non dobbiamo mettere a tacere.

La rabbia può manifestarsi anche sotto forma di gelosia, o di invidia.

Due sentimenti che possono bloccarci parecchio evolutivamente, ma possiamo far diventare nostri alleati nel cammino evolutivo.

La gelosia ci dice quali sono i nostri aspetti più fragili, quelli di cui prenderci cura, forse  abbiamo bisogno di dare più tempo e cure a noi stessi prima di tutto per riuscire a relazionarci in maniera più sana all’altro.

L’inividia ancora di più ci parla dei nostri desideri. Poiché nel mondo vediamo noi stessi, quel che più ci anima e destra la nostra attenzione e ci suscita emozioni è ciò che più ci somiglia, che ha una vibrazione in sintonia con la nostra.

Lasciamoci consigliare dall’invidia, che ci sa dire, attraverso quello che invidiamo quali sono i nostri reali desideri e invece di impiegare il nostro prezioso tempo a soffrirne o a sminuire l’oggetto dei nostri desideri, volgiamo al positivo questa energia, e andiamoci a prendere quello che desideriamo, lungo la nostra strada, conservando anzi un senso di gratitudine per chi ci ha permesso di capire quello che vogliamo.

Ogni passo di consapevolezza è un passo in più verso se stessi e essere stessi è il segreto della felicità.

Cosa ti dice di te, la tua rabbia?

Ascolta il podcast

esprimere la rabbia gridando

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 febbraio 2017 da in Fare per essere con tag , , .

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