Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

3 motivi per non arrabbiarsi (troppo) con un bambino

Inutile negarlo, i bambini ci fanno perdere la pazienza, alcuni più spesso di altri, ma capita con tutti.

Vero è che dipende tanto anche dal nostro stato emotivo, dai pensieri del momento.

Le variabili sono tante, la “colpa” non è quasi mai soprattutto dei piccoli, anzi. Siamo sempre noi gli adulti che gestiscono le loro vite e che determinano le situazioni che magari generano il loro disagio e conseguente comportamento difficile.

Proprio per questo quando ci capita di arrabbiarci con loro teniamo però sempre a mente che:

1. Sei più grande e la tua rabbia lo sovrasta.
Inoltre subire la rabbia dell’altro all’interno di una relazione affettiva forte crea forte malessere

Forse dimentichiamo di quanto siamo fisicamente più grandi di un bambino, di quanto possa essere per lui spaventoso se lo aggrediamo gridandogli contro.

Anche se siamo arrabbiati, manteniamo il contatto, abbassiamoci, avviciniamoci al nostro bambino, mantenere un contatto emotivo è importante, se si spaventa certo il suo stato di disagio emotivo anziché abbassarsi, aumenterà.

2. Lo scopo è certamente una modifica del comportamento che avrà creato il nostro disappunto e la calma aiuta a spiegare e far comprendere (l’apprendimento passa attraverso la relazione/importanza di rimanere in contatto/l’aggressività allontana)

Anche se si sa che la rabbia corre veloce ed è difficile controllarci, possiamo però canalizzare la nostra energia, dopo qualche lungo respiro magari, ricordando a noi stessi che la cosa migliore è calmare il nostro bambino, che solo così potrà tornare ad ascoltarci.

Sarà spesso necessario reindirizzarlo ad un comportamento adeguato, cosa che sarà possibile solo se riusciamo ad abbassarne l’agitazione e se rimaniamo connessi con lui, emotivamente vicini.

Se stai pensando che ci vuole  una pazienza d’acciaio, quasi impossibile, si è vero, ma ce la si fa ;o)

3. Modo adeguato per sfogare rabbia non è offendere l’altro.
Possiamo fare da modello.

L’altro aspetto importante è saper esprimere la propria rabbia senza diventare aggressivi col bambino, ci può stare che ci venga di urlare o di sbattere una porta, l’urlo e il movimento sono le naturali espressioni della rabbia, un conto però è gridare aggredendo e offendendo qualcuno, un conto è una espressione di rabbia anche gridata ma che serva a scaricare l’emozione senza offendere l’altro.

Possiamo così essere anche un modello nel tempo per i nostri bambini, che apprenderanno che è non c’è d’aver paura ad esprimere la rabbia e che lo si può fare senza offendere i sentimenti dell’altro.

Che dici, ci riusciamo?

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 aprile 2017 da in Puericultura con tag , .
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