Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

3 pensieri e un viaggio in 3D

Questo post nasce dalla newsletter dell’Arte di fiorire di Claudia Brunetti che ho ricevuto questa mattina.

Il post che Claudia mi ha fatto leggere oggi parla di cambiamento.

Claudia sottolinea, a ragione, quanto il cambiamento non sia cosa semplice, ma anche quanto non sia un atto sempre necessario.

Mi spiego.

Approvo in pieno la sua riflessione sull’idea in cui possono indurci alcune volte libri ed esercizi per sviluppare un cambiamento.

La convinzione limitante (tema per me ricorrente in questa fase della mia esistenza, per questo motivo l’ho accolta e colta al volo) che ci sia per forza qualche cosa in noi da cambiare.

C’è sempre?

Sicuramente, perchè siamo creature imperfette ma migliorabili.

E’ davvero necessario?

No. Non sempre, non è detto, soprattutto nessuno al di fuori di me stessa, può dirmi quando, se e cosa cambiare.

Nella maggior parte dei casi possiamo essere felici esattamente così come siamo. Questo però non va detto mai a nessuno, perché se una persona è felice e completa così com’è, io poi cosa le vendo?

Piccoli aiuti, si sono utili, ma mantengo a mente tre piccoli pensieri che si tengono per mano e che, almeno a me, sono parecchio di aiuto.

1.

Hai mai sentito quel meraviglioso aforisma di Marcel Proust:

“Un vero viaggio di scoperta non consiste nel vedere nuove terre ma nell’avere nuovi occhi” ?

Ecco.
Questo è il punto fondamentale. Il vero viaggio non è tanto cambiare me stessa, anche se necessariamente, esperienza dopo esperienza diventerò un pochino differente, ma capire chi veramente sono, accogliermi in tutte le mie buie imperfezioni, abbracciarmi e amarmi, concedermi di essere così come sono e vivere in armonia con me stessa, con il mio movimento psicoespressivo!

Questo viaggio dura esattamente tutta la vita, è una scoperta continua, una continua evoluzione, è la perfetta manifestazione del fatto che non si possa mai tenere tutto sotto controllo, che abbandonare l’idea del controllo è uno dei passi necessari a guadagnare serenità e libertà.

Come faccio allora a sapere “CHI SONO” se non lo scopro mai fino in fondo? Aiuto-che-ansia!
Lo so, la conosco questa ansia, questo sentirsi continuamente sul confine, alla-ricerca-di..
Il mio modo è abbracciarmi da dentro, concedermi il “lusso” di essere, punto e basta, senza pre-concetti su come “dovrei” essere e no, non ci riesco sempre, ma ci provo.

2.

Non so se capita solo a me il bisogno di voler intraprendere attività che mi faranno stare bene, che mi daranno un buon risultato, in cui è chiaro l’obiettivo e come raggiungerlo.

Bene, questa cosa a me succedeva solo a scuola. Forse.
Dove la strada è tracciata.
Mi dicevano cosa studiare, forse anche il modo per farlo, dovevo dimostrare di averlo appreso e ottenevo la possibilità di accedere ad un anno di corso di studi più avanzato.

La vita poi però non è così.
In questo la scuola è carente, non ci forma a capire che non ci sono strade prestabilite quasi mai.

Siccome sono follemente innamorata degli aforismi, eccone uno che esprime bene il concetto:

Viandante non c’è via. La via si fa con l’andare.
(A. Machado)

Per questo, anche se ammetto che ne sono fortemente attratta, diffido da chi offre “la via”, la soluzione, purtroppo non c’è una formula magica.

La strada, ciascuno la sua, si costruisce mattone dopo mattone, camminando, è davvero molto, molto faticoso, ma anche meraviglioso.

3.

Se e quando decidi di imbarcarti in un cambiamento, se e quando decidi di volerti scoprire davvero, anche nel tuo lato più oscuro, è inutile girarci attorno, è un viaggio in 3D:
Difficile
Durevole
Doloroso

Mi viene in mente l’arte della scultura e l’idea che aveva di essa Michelangelo Buonarroti che diceva:

Ho visto un angelo nel marmo ed ho scolpito fino a liberarlo.

Siamo lì dentro, la nostra anima anche la sua parte più oscura, magari seppellita per bene sotto strati di dover essere accumulatisi negli anni.

Per vedermi e toccarmi di nuovo come sono devo scolpire il marmo, sarà difficile, ci vorrà molto tempo, e, poiché è su me stessa che colpirò con lo “scalpello” anche se per liberarmi, mi farò male, perchè è più facile restarsene in “zona confort”, “bloccati” nel blocco di marmo, uscire da questa che a questo punto defininerei “zona di blocco” è doloroso come un lutto e fa stare male come la disintossicazione da una droga. Perché dovremo cambiare la nostra biochimica in qualche modo, liberandoci di tanti pensieri e cambiando tono emotivo.

Tuttavia, questo viaggio in 3D merita di essere intrapreso.

Nessuno può dire a un altro, quando, dove e come intraprendere questo viaggio.
Si possono chiedere tante informazioni, si può anche confrontarsi costruendo il percorso con un professionista della psiche, l’importante è mantenere a mente che il viaggio è nostro e che, come ha generosamente scritto per questo blog un amico, siamo noi i capitani del nostro destino.

Grazie Claudia per questo ricco spunto di riflessione!

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

5 commenti su “3 pensieri e un viaggio in 3D

  1. Claudia
    18 aprile 2017

    Grazie Tiziana, le tue riflessioni sono sempre molto stimolanti e piene di poesia. Il mio post è nato da un’auto riflessione, dal tentativo di rispondere ad una domanda che mi fanno spesso: “come hai fatto a iniziare a disegnare senza averlo fatto mai prima?” oppure “perché è nata l’Arte di Fiorire?”. Sinceramente non lo so bene, so che stavo molto male, so che mi stavo cercando e so che passare tanto tempo con i pastelli in mano, senza un obiettivo finale, mi faceva stare bene e so che quel cercare non può essere sostituito da nessun esercizio.

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    • favolazione
      18 aprile 2017

      L’autenticità delle tue parole è forse l’aspetto che più mi coinvolge quando ti leggo.
      Credo che i miei mandala abbiano lo stesso perché dei tuoi bellissimi disegni

      Mi piace

  2. emcquadro
    18 aprile 2017

    Interessanti gli spunti di riflessione offerti dal “tuo” post: mi viene da considerare quanto, in effetti, non esistano formule magiche, matematiche da associare alla soluzione di un problema, perché la vita non è algebra, ma fantasia, spesso caos (guarda me, ad esempio). E’ una costante ricerca di sé, più che di ciò che è fuori di sé, perché negli altri, secondo me, cerchiamo ciò che non ci è chiaro di noi, fino a completare il cerchio. E così è con il concetto di viaggio, uguale.

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    • favolazione
      18 aprile 2017

      Grazie.
      La mia passione per gli aforismi che trovo bellissimi spunti per riflettere me ne fa venire in mente due rispetto a quello che dici:
      Uno riguardo al caos, Nietzsche diceva che bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante.
      L’altro di Anais Nin, rispetto al vedere negli altri ciò che in realtà riguarda noi come sottolinei giustamente tu, la scrittrice dice: non vediamo le cose come sono, vediamo le cose come siamo.
      Un saluto ^_^

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Questa voce è stata pubblicata il 18 aprile 2017 da in Stili di vita con tag , .

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