Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

6 cose che uccidono le idee.

1. Fretta.

Non dar tempo alle idee di svilupparsi.
Quando ci viene in mente qualcosa di nuovo, un’ipotesi, un’ispirazione, una possibile soluzione, dobbiamo avere pazienza.
A volte un’idea si presenta completa, pronta, “ready to go”. Più spesso però le idee hanno bisogno di tempo.
Tempo di sedimentare nella nostra mente, nella nostra vita, tempo per prendere corpo a poco, a poco, per crescere e svilupparsi.
Ci vuole la saggezza di attenderle le proprie idee. Non solo la pazienza per l’attesa che un’idea ci venga in mente, ma dopo che abbiamo avuto un’idea, la pazienza che l’idea si sviluppi a pieno e sia pronta a essere realizzata.
Se ci mettiamo mano troppo presto rischiamo grosso.
Se cerchiamo subito con ansia di volerla mettere in atto, la nostra idea potrebbe ritirarsi su stessa, non lasciarsi cogliere, non darci tutto il suo potenziale.
Affinché sia possibile metterla in atto, dobbiamo essere pazienti. È necessario capire quando un’idea è matura, quando è pronta per essere colta, proprio come un frutto dobbiamo fare qualcosa con la nostra idea per tempo, non quando è ancora acerba, ma neppure quando ormai di tempo ne è passato troppo.
Lasciar sviluppare a pieno le idee e raccoglierle quando sono mature non è facile, ma l’esperienza insegna a ciascuno di noi i propri tempi. Possiamo farcela!

2. Troppa logica.

Le idee nuove sono atti creativi, come tali appartengono al pensiero laterale. Il pensiero creativo è capace di compiere dei salti logici, di afferrare un qualcosa che alla logica sfugge. Un pensiero eccessivamente razionale che procede in maniera rigida e consequenziale si preclude molte possibilità. Procede per una strada e una soltanto. Chi si imbriglia nel raziocinio perde la possibilità di essere creativo e di esplorare l’inesplorato.

3. Incapacità di affidarsi al caso.

Pur restando convinta che il Caso non esiste, come maestro Oogway insegna, ci vuole la capacità di sapersi abbandonare alla possibilità, a qualcosa che non viene calcolato a priori, a eventi, incontri, pensieri, apparentemente accidentali, ma poiché legati all’intuizione e all’inconscio capaci di suscitare pensieri e idee nuovi.

4. Poca ricettività a stimoli nuovi.

Chi resta incastrato nelle sue convinzioni esistenti non lascia spazio a qualcosa di nuovo e differente. Bisogna aprire la porta della mente, uscire fuori, nel mondo, guardarsi attorno, meravigliarsi. Sganciando la mente da schemi prestabiliti, diventiamo capaci di recepire meglio tutto quel che da fuori può ispirarci e aiutarci a trovare una soluzione nuova.

5. Eccesso di analisi.

Per far le cose in maniera troppo precisa e pignola si finisce per non farle per niente. Conoscerai sicuramente almeno una di quelle persone talmente minuziose che prima di partire con un progetto devono spaccare il capello in quattro, con il risultato di rimanere bloccate nelle loro analisi.

6. L’infelicità. Però non è detto.

Il tono dell’umore influisce tantissimo sul nostro pensiero. L’umore depresso incide negativamente sull’intelletto, disappassionando le persone alla vita e alla possibilità di essere creativi.
Tuttavia l’infelicità è uno stato dell’essere e non dell’avere. In questo senso il “non è detto” si riferisce al fatto che eventi apparentemente generatori di infelicità possono deprimere e affievolire mentalmente alcuni, mentre per altri diventano fonte di ispirazione. L’atto creativo diventa per loro una maniera di essere resilienti e rinascere anche dopo una brutta esperienza.
Queste persone mantengono nel cuore una forza positiva.

Ora sai cosa evitare affinché le tue idee non muoiano sul nascere. Procedi.

Hai appena letto il post sulla creatività del secondo martedì del mese, vuoi sapere perché?

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Questa voce è stata pubblicata il 12 settembre 2017 da in creatività con tag .

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