Movimento Psicoespressivo

Un blog per capire se stessi e vivere felici

2 aspetti psicologici da sapere prima di pubblicare online

Siamo in un epoca tecnologica che ci regala un enorme dono: poter comunicare online.

Lo considero un dono perché mi piace poter scrivere le mie riflessioni, anche questa odierna, e poterle infilare nella mia “bottiglia” virtuale, lasciandola andare nel mare del web, immaginandola mentre arriva tra le mani del suo ignoto lettore, che potrà conoscere i miei pensieri e magari avere a sua volta una sua riflessione da voler condividere.

Il romanticismo che c’è in tutto questo non sono assolutamente disposta a negarmelo.

Tuttavia c’è anche dell’altro.

Perché i miei moderni messaggi in bottiglia non sono anonimi. Magari, taluni avventori del web possono riuscire a rimanere tali.

Però, il web, come lo conosco io, dà soprattutto voce a persone in carne e ossa, con nome e cognome, insomma ben identificabili.

Di qui il mio concetto di dono.

Abbiamo l’immensa possibilità di accedere all’oceano del mondo con la nostra voce.

Per lungo tempo me ne sono rimasta sulla mia “spiaggetta”, a guardare l’oceano senza farne parte. Sono una persona schiva, che preferisce osservare e ascoltare il mondo. Sono anche una persona che a un certo punto ha scoperto un’immensa passione: scrivere.

Per un bel pezzo, complice anche l’epoca che apparteneva al web 1.0, le mie parole sono rimaste chiuse in un cassetto, spesso a dire la verità accartocciate e spostate, fisicamente, nel cestino.

Quando la rete ha presentato la possibilità di entrare a farne parte come autori oltre che come lettori, non sono riuscita a farne a meno.

Dire la mia, scrivere col proposito di farmi leggere.

La vanità di ogni scrittore.

A quel punto però il mio scrivere è cambiato. Non scrivevo più solo per me. Scrivevo sapendo che qualcuno avrebbe potuto leggere. Qualcuno che potevo conoscere bene o pochissimo, anche qualcuno che non mi conosceva affatto avrebbe potuto leggermi.

Questo è ad un tempo strepitoso e spaventoso.

Mi è capitato più volte di sentir dire a scrittori, ma anche ad artisti di altro tipo, che una volta rese pubbliche, le loro opere non appartenevano più a loro in un certo senso.

Ecco credo che questo possa essere inteso come il senso del pubblicare.

Rendere pubblico, sta a significare che quel che rendi pubblico non è più tuo soltanto. Idealmente tutti possono avervi accesso.

Pubblicare oggi sul web, dai social, dai post, determina due fenomeni psicologici contrapposti:

responsabilità vs leggerezza.

Perché?

Il web in qualche modo fa sentire ancora anonimi.

Capita spesso, in passato sui forum, oggi su facebook, di incappare in commenti molto offensivi, come se da dietro uno schermo, ci si senta protetti, lontani, in qualche modo più anonimi che vis a vis.

Questo aspetto come quasi tutti gli elementi della vita possiede le due facce della medaglia:

Ci regala in senso positivo la leggerezza di poterci spogliare dell’eccessiva timidezza, ci regala la forza di esprimerci laddove di persona faremmo magari molta più fatica. Può davvero aprire un varco importante per tantissime persone. Donando la possibilità di esprimersi in maniera più libera.

Il rovescio di questo aspetto è il sentirsi liberi dalla responsabilità di quello che si dice. Fatto questo che porta a dire anche cose poco carine sul conto di altri, a comportarsi come se si avesse una maschera e non ci riconoscessero. Tuttavia quando si esagera e il malcapitato ricorre alle autorità non basta un nickname a celare l’autore delle offese.

All’opposto del senso di deresponsabilizzazione trovo la possibilità di un incremento di senso della responsabilità, che se diventa eccessivo può impedire di sentirsi liberi di esprimersi.

Tuttavia credo che un livello elevato di responsabilità online sia importante.

Quello che diciamo assume un grande valore per due motivi secondo me.

Il primo è che ci rappresenterà agli occhi di chi ci legge, per cui la cura che poniamo nei messaggi che lasciamo andare in rete diventa una misura di quanto ci teniamo a noi stessi. Se teniamo a noi stessi, alla nostra reputazione, allora metteremo molta cura nei messaggi che abbiamo intenzione di rendere pubblici sul web.

Il secondo motivo, non meno importante è che, a mio avviso, anche se non siamo un cosiddetto influencer, ogni nostro pensiero che decidiamo di pubblicare può essere letto da una persona che potrebbe essere influenzata anche da come la pensiamo noi.

Abbiamo sempre la responsabilità di quel che esprimiamo.

Tuttavia, più ampio è il pubblico cui ci rivolgiamo, maggiore diventa questa responsabilità. Questo non significa diventare artefatti, anzi. L’autenticità è un valore fondamentale.

Tuttavia, sentire in maniera forte la responsabilità  delle proprie comunicazioni online credo possa preservare dal commettere errori personali e sociali.

Quando clicchiamo quel tastino “pubblica” stiamo effettivamente rendendo pubblico, cioè ipoteticamente fruibile da tutti, il nostro pensiero, una nostra foto, informazioni che ci riguardano. Di tutto questo possiamo e abbiamo la responsabilità di mantenere il controllo.

Perché tutto quel che rendiamo pubblico ci racconterà agli altri.

Avremo la responsabilità di quel che diffondiamo. Non mi riferisco al valore legale, anche se ovviamente esiste anche quello, parlo del fatto che i nostri messaggi, fotografati o scritti, saranno i mattoncini della nostra identità online, racconteranno chi siamo alle persone.

Questo accade del resto anche nella vita offline.

Online però la portata può essere più ampia.

Potremmo anche decidere che non ci piace l’idea che quel che diciamo possa essere letto da tutti. A me qualche anno fa è successo. Non mi piaceva l’idea che i miei pensieri fossero pubblici, in quel periodo per non rinunciare a comunicare con le persone che volevo usai molto le mail, che come la vecchia posta rimane una comunicazione di natura privata.

All’inizio del post ho parlato di dono.

Il web2.0 ci dona la possibilità di comunicare a tante persone.
Questo è un potere.
Si sa, da un grande potere derivano grandi responsabilità.
Keep in mind!

Postato originariamente nel 2016 in altro blog, che ne dici, è ancora valido?

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Informazioni su Tiziana Capocaccia

Ogni azione, ogni singolo gesto racconta chi siamo, è parte del nostro movimento psico-espressivo.

4 commenti su “2 aspetti psicologici da sapere prima di pubblicare online

  1. Le perle di R.
    3 ottobre 2017

    Per quanto mi riguarda è ancora valido.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 3 ottobre 2017 da in Stili di vita con tag , .

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